Giro del Mondo in una Coppa

Ci siamo, tra poche ore iniziano i mondiali di calcio in Russia e per la prima volta, dopo sessant'anni, la nostra nazionale non parteciperà. Ma i mondiali rappresentano un evento unico ed imperdibile per ogni amante del calcio ed è per questo che abbiamo scelto questa introduzione di Stefano Bizzotto al suo libro Giro del Mondo in una Coppa che esprime molto bene quelli che sono i nostri sentimenti verso questa manifestazione. 

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Parlando di calcio con Sandro Mazzola, capita che il discorso scivoli sul Mondiale del 1974.
Su una partita, in particolare, Italia Argentina.
Per i più giovani, vantaggio dei sudamericani con Houseman e pareggio italiano grazie ad un'autorete di Perfumo.
Il momento rimasto impresso nella memoria di Mazzola però è un altro.
Anche perchè il protagonista è lui. Entra in area e va al tiro, la palla calciata con precisione chirurgica sembra destinata a finire in fondo alla rete, fuori dalla portata del portiere Carnevali, ed invece esce di un nulla: un centimetro, massimo due. Forse un ciuffo d'erba, o una zolla sistemata male. Non lo sapremo mai. Mancava poco alla fine, sarebbe stato il gol-qualificazione. E' vero che l'Italia stava esprimendo un calcio modesto e aveva uno spogliatoio spaccato, ma la storia insegna che da una partita all'altra può scoccare la scintilla. Magari avremmo vinto il mondiale. E Giovanni Arpino non avrebbe mai scritto Azzurro Tenebra, un capolavoro della letteratura sportiva, o gli avrebbe dato un taglio diverso.
figurine qubotondo edizioni
La nazionale Italiana, Figurina Qubotondo Edizioni

Otto anni più tardi, il 5 luglio del 1982, milioni di italiani hanno trattenuto il fiato sul colpo di testa di Oscar: era il penultimo minuto di Italia Brasile, con i ragazzi di Bearzot in vantaggio 3-2.
Dino Zoff ha allungato la mano sul pallone che stava superando la linea di porta. Pericolo scampato. L'avesse fatto una frazione di secondo più tardi, sarebbe stato il 3-3.
Fine del mondiale degli azzurri, i 3 gol di Paolo Rossi sarebbero diventati nient'altro che materia per gli statistici. "La nostra generazione" ha raccontato un giorno Oscar "avrebbe avuto una vita diversa. E invece fu sconfitta, non solo quel giorno, ma per sempre".

Dino Zoff, Album Spagna 82
Dino Zoff, Album Panini Spagna '82


Il campionato mondiale di calcio è una fabbrica di aneddoti come questi.
Destini che si incrociano, sogni che svaniscono, "miracoli" che cambiano il corso di una carriera.
Ricordo ancora l'ottavo di finale del 2002 tra Svezia e Senegal. Gli africani considerati alla vigilia la squadra più debole del torneo, avevano già mandato a casa la Francia campione del mondo in carica. La Svezia di un giovanissimo Ibrahimovic doveva rappresentare il capolinea, e invece il Senegal ha vinto anche quella partita. Lo allenava un francese. Bruno Metsu, che aveva detto di sentirsi "un uomo bianco con il cuore nero". Aveva sposato una ragazza senegalese, si era convertito alla religione islamica. Alla fine, i giocatori sono corsi verso di lui e lo hanno stretto in un abbraccio che ha commosso tutti, quelli in tribuna e quelli davanti ai televisori.
"Batte forte il cuore nero dell'uomo bianco" sono le prime parole che mi è venuto naturale pronunciare dalla postazione-cronaca in cui mi trovavo.
Metsu è morto nel 2013: al funerale c'era tutta la "sua" nazionale e non solo.
Il capo di stato, Macky Sall, lo ha definito "un esempio di umanità e virtù". 
La bara era avvolta nella bandiera del Senegal.

Senegal, Korea e Giappone 2002
Senegal, Album Panini Korea e Giappone 2002

Attimi che è impossibile dimenticare, a maggior ragione se li vivi in prima persona. Chiunque abbia assistito a quella partita sa dove si trovava e con chi era nel momento della parata impossibile di Zoff contro il Brasile, oppure - 24 anni dopo - la sera i cui Fabio Grosso segnava l'ultimo rigore contro la Francia. Chissà quanti, fra coloro che oggi hanno dai sessant'anni in su, sono scesi in strada dopo Italia - Germania 4-3 e ricordano quell'istante come se fossero storia di ieri.

Italia Album Panini Germania 2006



Il mondiale non finirà mai di emozionare.

E pazienza se in Russia l'Italia non è presente.

Giro del mondo in una Coppa, Stefano Bizzotto


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