Lo Zaire del 1974

Nel 1974 lo Zaire fa la sua prima ed ultima apparizione ad una fase finale della Coppa del Mondo, una storia che diventerà leggenda.  

Nel 1974 i mondiali di calcio si disputano nell'allora Germania Ovest. 
Per la prima volta una squadra dell'Africa Sub Sahariana partecipa alla fase finale della competizione: lo Zaire. 
Lo Zaire nel 1974 è all'apice del suo movimento calcistico tanto da laurearsi nello stesso anno, a Marzo, campione d'Africa, battendo nella finale della coppa d'Africa lo Zambia.

La figurina dello Zaire a Monaco 74
La figurina della Mascotte dello Zaire

Ma come mai tutto d'un tratto una nazionale di cui si era sentito poco o nulla parlare anche in ambito africano sale alla ribalta così prepotentemente? 

Mai come in questo caso la storia politica del paese è intrecciata con la storia sportiva dello stesso. 
Intanto il nome.
Il nome della nazione diventa Zaire nel 1971 (prima si chiamava Congo) per volere di Joseph Desirè Mobutu, a capo del paese dal 1965 e che, purtroppo per gli zairoti, rimarrà al potere per oltre trent'anni. 
Mobutu per rilanciare in ambito internazionale l'immagine del Paese riscatta, di tasca sua, i migliori giocatori congolesi che militano in Belgio facendoli così tornare in patria e militare nelle squadre locali. 
In questo modo, sfruttando la coesione degli stessi, la nazionale riesce a qualificarsi per il mondiale del 1974, ricevendo come nelle migliori tradizioni grandissime onorificenze e premi personali. 

La figurina della squadra Zaire nell'album Monaco 74

Il girone eliminatorio però non è proprio dei più semplici.


La prima partita viene disputata a Dortmund contro la Scozia. 
Finisce 2-0 per gli scozzesi, che sfruttano durante tutto l'incontro la migliore fisicità e il "non perfetto" piazzamento della difesa africana, specialmente sui calci di punizione provenienti dalle fasce laterali. [I goal della partita]
Proprio in una di queste occasioni segnerà il secondo gol Joe Jordan, per tutti "lo squalo", all'epoca uno dei migliori colpitori di testa del mondo. 
Il due a zero contro la Scozia non viene preso così male dai calciatori africani, tutto sommato viene riconosciuto come  un buon risultato. 

Figurina Kazadi Monaco 74
Il portiere Kazadi 
La seconda partita si gioca a Gelsenkirchen ed è contro la Jugoslavia. 
La Jugoslavia dell'epoca è una squadra ricchissima di talento, che come sempre, se in giornata può battere chiunque, anche squadre molto più blasonate del modesto Zaire.
Purtroppo per i giocatori Zairoti la squadra slava è in una di quelle giornate di grazia. 
Dopo il primo quarto d'ora la Jugoslavia conduce già per tre a zero, al terzo gol subito da Kinshasa, la capitale dello Zaire, arriva una telefonata direttamente alla panchina africana: fuori Kazadi!
Kazadi è il portiere titolare della nazionale, capace di grandi parate come di grandissimi errori. 
Il problema non è tanto chi esce in questo caso, ma chi entra.
Il portiere di riserva è tale Tubilandu. 
"Le immagini sono impietose: sarà alto un metro e settanta, il portiere di una squadra allievi" [Federico Buffa, Storie Mondiali]
La partita finirà 9-0 per la Jugoslavia. 
E un risultato del genere è ovvio non può possa passare inosservato al capo supremo dello Zaire, che ha puntato tutto su questo evento per fare crescere la propria immagine e quella del Paese.
La comunicazione che giunge attraverso i suoi funzionari ai giocatori in ritiro per l'ultima partita del girone è una sola, molto semplice: nell'ultima partita potete perdere al massimo tre a zero, con un gol in più non tornerete a casa, e soprattutto, per usare un eufemismo, per i vostri famigliari il destino non sarà così prospero.

Ma contro chi gioca la terza partita lo Zaire? 

Contro il Brasile.
Figurina Rivelino album Monaco 74
Rivelino nell'album Monaco 74
Alla nazionale brasiliana servono tre gol per qualificarsi.
I gol di Jairzinho, Rivelino e Valdomiro (con la grossa complicità del portiere Kazadi) portano i verde-oro sul tre a zero. 
A 10' minuti dalla fine però viene fischiata una punizione, quasi al limite dell'area, per il Brasile.
Sulla palla si presenta Rivelino, probabilmente uno dei migliori sinistri di sempre della storia del calcio mondiale.
Ed è qui che succede l'inverosimile, all'improvviso si stacca dalla barriera il  difensore Mwepu.
Il calciatore dello Zaire calcia la palla, spedendola a 50 metri di distanza, il tutto senza che l'arbitro abbia ancora avvicinato il fischietto alla bocca.
Rivederla ancora oggi, pur sapendo a posteriori le motivazioni, ci lascia senza parole: https://www.youtube.com/watch?v=4GELRLB8yIQ
La partita finirà con Rivelino che non trasformerà la punizione e gli zairesi, se pur non felici e contenti poterono rientrare nel loro paese e rivedere i loro familiari, e per come si era messa non era poi così poco. 

figurine Zaire Monaco 74
La pagina dedicata allo Zaire nell'album Monaco 74


Lo stupore e l'ilarità generale per quello che sembrò un evento assurdo furono chiariti solamente trent'anni dopo quando lo stesso Joseph Mwepu Ilunga spiegò come erano andate realmente le cose e cosa stavano rischiando i calciatori africani.

Mobutu per cancellare l'onta dei  risultati mondiali organizzerà uno degli eventi sportivi più famosi di sempre, A night in Kinshasa, l'incontro di boxe tra Muhammad Ali e George Foreman, riportando lo Zaire per una notte al centro della storia sportiva mondiale. 

Le nostre storie mondiali 

Note: 

I principali libri da cui abbiamo tratto queste informazioni sono: 

Storie mondiali di Federico Buffa

Il minuto di silenzio di Gigi Garanzini

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