Maradona sì, Galtieri no - Messico '86

Argentina Inghilterra non sarà mai una partita come le altre. Da un racconto di Osvaldo Soriano. 

Album Panini Messico 86
L'album Panini Messico 86
Quando Diego Maradona saltò davanti al portiere Shilton e gli fece passare con la mano la palla sopra la testa, alle Malvinas il consigliere municipale Louis Clifton avvertì il primo mancamento. 
Il secondo, più prolungato, si verificò quando Diego dribblò mezza dozzina di inglesi e segnò il
secondo goal per l'Argentina.
Fuori un vento gelato spazzava le strade deserte di Port Stansley e le truppe britanniche chiuse in caserma ascoltavano, turbate, come il piccolo diavolo del Napoli stava rovinando la festa del quarto anniversario della riconquista di quelle che loro chiamano Falkland. 
Sabato, Clifton aveva convocato l'ultimo giornalista condannato a vivere in quel luogo per annunciargli che tutti gli abitanti dell'arcipelago volevano il trionfo brittannico "come nel 1982".
Quell'anno l'Inghilterra aveva non soltanto vinto la guerra ma anche la partita di Coppa del Mondo, in Spagna. 
Figurina Maradona Messico 86
La figurina di Maradona a Messico 86 
Questa volta era diverso perchè Maradona era ispirato sia nelle mani sia nei piedi e l'arbitro tunisino Alì Bennacoeur era uno del Terzo Mondo che non stava li a fare gran distinzione tra un arto inferiore e uno superiore del corpo umano.
Di modo che il consigliere municipale Clifton sospettò la congiura e cercò di mettersi in contatto con il Foreign Office di Londra mentre io, dalla mia casa del quartiere della Boca a Buenos Aires, cercavo di chiamarlo per spiegargli che quando noi eravamo bambini i goal fatti dopo una serie di dribbling contavano doppio, e perciò la seconda rete di Diego valeva anche per quella che aveva segnato di pugno. 
Però non è facile mettersi in comunicazione con le Malvinas da Buenos Aires.
Al centralino si meravigliarono molto quando gli spiegai che volevo chiamare Clifton, e mi dettero un numero al quale, dopo mezz'ora di attesa mi dissero che l'unico modo possibile era parlare via radio, attraverso le onde corte.
Dato che le Malvinas sono territorio d'oltremare, il servizio è lo stesso che mette in comunicazione con una nave in mezzo al mare. 
Le cose stavano più o meno così: se io ero disposto ad aspettare, la radio avrebbe lanciato un segnale più o meno disperato e lungo fino che l'addormentato capo del servizio di Port Stanley l'avesse captato, si fosse riavuto dallo stupore e, se la neve non era troppo alta, fosse corso a cercare Mister Louis Clifton che era intanto venuto meno per lo spavento. 
Figurina Inghilterra Messico 86
La figurina dell'Inghilterra a Messico 86
Tutto questo accadeva mentre Belgio e Spagna  ci davano dentro per sapere chi doveva essere l'avversario dell'Argentina nella semifinale dell'indomani.
Quando giunse il momento dei rigori, desistetti dal tentativo di parlare con il consigliere municipale Clifton per timore di provocare un incidente internazionale.
Nelle strade di Buenos Aires sfilavano centinaia di macchine imbandierate che chiedevano la restituzione delle Malvinas perdute dal generale Galtieri nel 1982.
Nei camion pieni di ragazzotti che scendevano dai quartieri di periferia si inneggiava il nome di Maradona, e le radio ritrovavano i toni sciovinisti che avevano accantonato dopo la capitolazione di Puerto Argentino.
- Siamo tra i quattro migliori del mondo - gridava Josè Maria Nunoz, il più noto dei commentatori sportivi, lo stesso che nel 1979 arringava la folla, che festeggiava il titolo del mondiale giovanile, a respingere la commissione interamericana per i diritti umani in visita a Buenos Aires. 
Don Salvatore, mio vicino di casa, era caduto dalla seggiola al secondo goal di Maradona e non aveva voluto che lo sollevassero fino a quando la partita non fosse finita. 
Era dall'eliminazione dell'Italia che Don Salvatore non toccava più cibo e i gatti di tuto il quartiere gli si facevano intorno per mangiare quello che lui lasciava. 
Il sabato, con le vertigini di Francia - Brasile, dovettero portarlo via tre volte dalla soglia di casa, perchè i francesi della Boca non tolleravano che cantasse la Marsigliese con le parole della marcia peronista. 
Figurina Platini Messico 86
Platini leader della Francia 
Quando Platinì tiro il rigore sugli spalti, don Salvatore sputò sul televisore e chiese urlando chi fosse quell'imbecille che poteva paragonare un simile brocco al grande Maradona.
L'imbecille a cui si riferiva ero io, che avevo scritto per "il manifesto" un articolo in cui osavo mettere in dubbio il genio di Diego.
Al tramonto potemmo finalmente sollevarlo e convincerlo a bere un pò di mate e a mangiare qualche biscotto, perchè era oramai così magro che sembrava uno spettro. 
Don Salvatore aveva definitivamente scelto la squadra argentina come sua, e non gli interessava sapere se i nostri avversari di domani sarebbero stati i belgi o gli spagnoli.
Lui già si sentiva campione del mondo e la sola cosa che chiedeva era che per la finale gli mettessimo davanti un televisore a colori al posto di quella baracca in bianco e nero che gli avevano lasciato i suoi generi.
L'unico quartiere che tenne fermo il suo pronostico era Luis, il responsabile del Comitato Peronista, che rispolverò le foto di Maradona e di Evita e piantò la bandiera del Partito Giustizialista alla porta.
Da un mese andava ripetendo che la finale sarebbe stata fra Argentina e Francia, e oramai tutti cominciavano a credergli anche se mia moglie, che è di Strasburgo, temeva il ripudio del quartiere se Platini avesse battuto Maradona. 
Figurina Belgio Messico 86
Il Belgio rivelazione al mondiale del '86
Luis, domenica, si lamentava per il fatto che Carlos Bilardo, mentre i giocatori in campo stavano festeggiando la seconda rete , si fosse alzato dalla panchina per ordinar loro di raffreddare il gioco e mettersi sulla difensiva, quando gli inglesi sembravano oramai rassegnati alla goleada.
Don Salvatore, allucinato dalla fame, sostenne che il Duce doveva firmare un decreto che ordinasse il ritorno al Mundial della Danimarca e del Brasile al posto di Belgio e Germania. 
Il barbiere, che è un guastafeste, si avventurò in una riflessione che ci lasciò tutti inquieti:
- E' quasi sicuro che nelle semifinali ci sarà un'altra sorpresa - 
E chiese: - quale di questi cadaveri, Germania o Belgio, si leverà dalla tomba per rovinare la vita a quelli che si sentono già in finale? - 
Subito lo mettemmo a tacere con una bordata di fischi e don Salvatore, che continuava a delirare, domandò perchè mai, avendo noi un giocatore come Maradona, non fossimo ancora riusciti a pagare il debito con il Fondo Monetario Internazionale.

La figurina dell'Argentina campione a Messico '86 


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