Il mondiale del 1970

Il racconto del mondiale di  Messico 70 a cura di Eduardo Galeano.

Album Panini Messico 70
L'album Panini dedicato a Messico 70 
A Praga moriva Jiri Trnka, maestro del cinema delle marionette, e a Londra moriva Bertrand Russell dopo quasi un secolo di vita molto attiva.
A venti anni di età, il poeta Rugama cadeva a Managua combattendo da solo contro un battaglione del dittatore di Somoza.
Il mondo perdeva la sua musica: si disintegravano i Beatles per overdose di successo, mentre per overdose di droga se ne andavano il chitarrista Jimi Hendrix e la cantante Janis Joplin.
Un ciclone radeva al suolo il Pakistan e un terremoto cancellava quindici città delle Ande peruviane.
A Washington nessuno più credeva alla guerra del Vietnam ma la guerra continuava.
Secondo il Pentagono i morti erano un milione, mentre i generali fuggivano in avanti invadendo la Cambogia.
Allende iniziava la sua campagna per la presidenza del Cile, dopo tre sconfitte, e prometteva di dare latte a tutti i bambini e di nazionalizzare le miniere di rame.
Tostao figurina Panini Messico 70

Fonti ben informate di Miami annunciavano l'imminente caduta di Fidel Castro che sarebbe stato spodestato nel giro di poche ore.
Cominciava il primo sciopero nella storia del Vaticano, a Roma incrociavano le braccia i funzionari del Santo Padre mentre in Messico muovevano le gambe i giocatori del nono Campionato del Mondo di Calcio.
Parteciparono nove squadre europee, cinque americane, Israele e Marocco.
Nella partita inaugurale l'arbitro alzò per la prima volta un cartellino giallo.
Il cartellino giallo che indicava l'ammonizione e il cartellino rosso che indicava l'espulsione non furono le uniche novità del Mondiale del Messico.
Il regolamento autorizzò la sostituzione di due giocatori nel corso di ogni partita.
Fino ad allora solo il portiere poteva essere sostituito in caso di infortunio e non risultava molto difficile ridurre a forza di calci il numero dei giocatori avversari.
Burgnich figurina panini Messico 70

Immagini della coppa del 1970: la figura di Beckenbauer con un braccio legato, che si batte fino all'ultimo finuto.
Il fervore di Tostao, appena operato ad un occhio, che sopporta a piè fermo tutte le partite.
I voli di Pelè al suo ultimo mondiale.
"Siamo saltati insieme" raccontò Burgnich che lo marcava, "ma quando io sono a terra ho visto che
Pelè si manteneva sospeso in aria".
Pelè figurina panini Messico 70Quattro campioni del mondo, Brasile, Italia, Germania e Uruguay, disputarono le semifinali.
La Germania occupò il terzo posto, l'Uruguay il quarto.
In finale il Brasile schiacciò l'Italia per 4-1.
La stampa inglese commentò: "Dovrebbe essere proibito giocare un calcio così bello".
L'ultimo gol merita di essere ricordato in piedi: la palla passò per tutto il Brasile, la toccarono in
undici e alla fine Pelè la mise su un piatto d'argento, senza guardare, per il tiro di Carlos Alberto che arrivava in corsa.
La Torpedine Muller della Germania capeggiò la classifica dei marcatori con dieci reti, seguito dal brasiliano Jairzinho con sette.
Campione invitto per la terza volta, al Brasile toccò la proprietà della Coppa Rimet.
Alla fine del 1983 la Coppa fu rubata e venduta dopo essere stata ridotta a quasi due chili di oro puro.
Una copia occupa il suo posto nella bacheca.

Eduardo Galeano, Splendori e miserie del gioco del calcio


Brasile figurina Bergman Messico 70
Il Brasile nell'Album Bergman di Messico 70 








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