Eusebio - campioni mondiali

Eduardo Galeano regala un bellissimo affresco della Pantera nera portoghese. 

Eusebio Messico 70
La figurina celebrativa nell'album Mexico 70
Nacque destinato a lustrate scarpe, vendere noccioline o borseggiare gente distratta.

Da bambino lo chiamavano Ninguem (Niente, nessuno).

Figlio di madre, vedova, giocava a pallone con i suoi molti fratelli negli spiazzi di periferia, dalla mattina alla sera.

Fece il suo ingresso sui campi correndo come può correre solo chi fugge dalla polizia o dalla miseria che gli morde i talloni.

E così, tirando e zigzagando, divenne Campione d'Europa a vent'anni.

Allora lo chiamarono la Pantera.

Nel mondiale del 1966, le sue zampate lasciarono un mucchio di avversari a terra e i suoi gol da angolazioni impossibili suscitarono ovazioni che sembravano non finire mai.

Fu un africano del Mozambico il miglior giocatore di tutta la storia del Portogallo: Eusebio, gambe lunghe, braccia cadenti, sguardo triste. 



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