Juan Alberto Schiaffino - campioni mondiali

Juan Alberto Schiaffino
"Se la giochiamo altre dieci volte, perdiamo in nove occasioni."
E' quasi impossibile trovare un uruguagio che racconti così il Maracanaćo, una delle partite più importanti della storia del calcio.
Ma cè un eccezione: il calciatore che quel match l'avrebbe deciso, con il gol del pareggio prima della decisiva rete di Ghiggia.
Juan Alberto Schiaffino Villano, detto "Pepe": il Futbòl con la F maiuscola.
Secondo Eduardo Galleano, Schiaffino è stato l'unico calciatore che organizzava il gioco come se stesse vedendo tutto il campo, dalla torre più alta dello stadio. 
Schiaffino era un uomo di poco parole, centellinate, mai banali.
Una volta il grande relator Victor Hugo Morales, uruguagio lui pure, incontrò "Pepe" durante una partita del campionato locale, piuttosto dimesso rispetto ai tempi di Schiaffino.
"Quanti gol avreste fatto voi, a questi ragazzi!" disse Morales.
"Noi?" rispose l'eroe del Maracanaćo "Noi le avremmo prese sonoramente da questi giovani.
Il calcio va avanti. L'intensità, la fisicità di oggi non sono nemmeno paragonabili".
Figurina Manifesto Brasile 1950
La verità, prima di tutto, e poi l'intelligenza nel non cadere nel vuoto passatismo, una delle malattie di cui qualche volta soffre l'uruguagio.
Anche qui, evidentemente, ci sono delle eccezioni.
E Schiaffino in campo è sempre stato un'eccezione, da quel magnifico Penarol del 1949 fino alla semifinale nel Mondiale del 1954 in Svizzera contro l'Ungheria.
La squadra detentrice del trofeo mostrò garra charrua e tanta classe, e arrivò ai supplementari per poi arrendersi alla doppietta di Sandor Kocsis nel prolungamento.
Schiaffino sbarcò in Italia, al Milan, e San Siro si innamorò delle sue giocate, geniali, per citare Paolo Conte, che lo ha immortalato in Sudamerica.
In Uruguay raccontano che "Pepe" sia stato, lui, eleganza in persona, l'inventore del tackle, e probabilmente conosceva l'arte di vincerli tutti, perchè lo affrontava coi tempi e coi modi corretti.
Mario Fossati una volta ha scritto: "Il suo autografo somigliava tanto ad un suo dribbling.
"Prezioso - sorrideva - perchè io al dribbling faccio raramente ricorso.
Il dribbling, infatti, non serve mai (o quasi).
Arresto: panorama del campo: e lancio: e se ti riesce, conclusione di destro o di sinistro. Semplice, no?"
Per Gianni Brera "forse non è mai esistito regista di tanto valore.
Schiaffino pareva nascondere torce elettriche nei piedi.
Illuminava e inventava gioco con la semplicità che è propria dei grandi.

Locos por el Futbol  di Carlo Pizzigoni.

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