I mondiali della nostra vita

I mondiali hanno scandito i tempi della nostra vita e scandiranno quelli di chi verrà. (Federico Buffa)


Nazionale Italia nel mondiale 90Il primo mondiale di cui abbia memoria é Italia 90. 
Avevo undici anni e seguivo con trepidazione tutte le partite possibili, attaccando le figurine sull'album Panini e replicando tutte le partite del Mondiale con il Subbuteo.
Ogni partita veniva giocata prima sul campo, e poi in sala da pranzo, con le varie nazionali a sfidarsi in un Mondiale parallelo. 
Mi ricordo esattamente, seppure siano passati 27 anni, dove mi trovavo in ogni momento cruciale della cavalcata degli azzurri. 
Ricordo la delusione per la  sconfitta con l'Argentina e di aver tifato spudoratamente Germania in finale.
Nel 1994 ero già più grande, e come tutti ero affascinato da un grande campione: Roberto Baggio

Le mie estati erano vissute in campagna, durante le vacanze scolastiche, da mia nonna, e anziché essere replicato con il Subbuteo il mondiale veniva giocato attraverso le  partite in cortile con gli amici, o in solitaria contro il muro (scatenando le ire della nonna).

Dopo il goal di Baggio, che sancì il pareggio contro la Nigeria, il mio ricordo è quello di aver preso la bicicletta per festeggiare il risultato raggiunto e compiere  un giro dell'isolato, annunciando a tutti coloro (pochi) che erano in strada in quel momento che l'Italia aveva appena segnato. Per la finale contro il Brasile ero in vacanza con la famiglia, e la mia unica preoccupazione di quel lontano 17 luglio 1994 era che la televisione funzionasse. 
Roberto Baggio figurina Usa94

Nel 1994 non era così scontato neppure in un Residence dell'isola d'Elba.
Il mondiale del 98 è stato quello della mia adolescenza, il rigore di Di Biagio sulla traversa lo vidi in un pub di Palma de Maiorca, attorniato da inglesi ubriachi. 
Il 2002 fu l'anno più  deludente, ricordo che non collezionai neppure l'album di figurine, preso com'ero dalla foga degli esami universitari.
Errore che pagai a caro prezzo quando per la mia passione di collezionista dovetti poi comprarlo successivamente all'asta su Ebay.
Il goal di Ahn lo vidi in facoltà, subito dopo un poco onorevole 21 di statistica.  Dal mondiale del 2006 in avanti le gioie della nazionale, dei risultati e delle partite viste, si unirono con il fatto di poterlo fare con gli amici di sempre, quelli che magari non vedi più così spesso ma che: "oh martedì cè la nazionale eh!".
Stessa casa, stesso posto sul divano.
E se per sbaglio si unisce qualcuno in più rispetto alla partita precedente tutti lo guardano con sospetto:"Non porterà mica sfiga?"
Il goal di Fabio Grosso posso tranquillamente inserirlo come l'emozione sportiva più grande della mia vita (quello con la Germania, ovvio).
Il 2010 e il 2014 non furono dei grandi mondiali per gli azzurri, ma l'emozione, la gioia di poter condividere quei momenti con gli amici di sempre, dopo una certa età diventarono il vero motivo del perché il mondiale è qualcosa di così importante, di unico. 
Perché ci permette di riunirci  ancora una volta tutti insieme, a bere una birra, mangiare una pizza e stringerci abbracciati attorno all'inno della nazionale, e per un'ora e mezza tutti i problemi del mondo passano in secondo piano.

E nessuno cambia  posto.
Porta male.


Album figurine Panini Mondiali


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